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In questo Angolo di Mondo ✍❤ da Elena Paoletta blog


Tratto dall’omonimo manga di Keiji Nakazawa, questo anime è stato distribuito in sala da Nexo Digital in collaborazione con Dynit per soli due giorni, il 19 e il 20 settembre. Pur essendo fuori dai consolidati schemi del mercato dell’animazione, In questo angolo di mondo ha vinto il premio “Animation of the year” ai Japan Academy Prize, battendo il più conosciuto Your Name di Makoto Shinkai, e il premio della giuria al Festival Internazionale del film di animazione di Annecy ottenendo eccellenti risultati anche al botteghino. Sunao Katabuchi, il regista del film, viene dallo Studio Ghibli; il suo primo lavoro infatti è stato quello di assistente alla regia per Kiki, consegne a domicilio (1989). In questo angolo di mondo porta con sé tutto l’insegnamento dello Studio Ghibli: dal character design, alle musiche e allo sviluppo dei personaggi, caratteristica di Miyazaki, ma anche la scelta cromatica soffusa, quasi acquarellata, che si ispira agli ultimi lavori del maestro Isao Takahata, come La storia della principessa splendente (2013). Molti hanno paragonatoIn questo angolo di mondo con Una tomba per le lucciole (1988) ma forse solo per il fatto che trattano argomenti simili ovvero i drammatici giorni del conflitto che hanno segnato in maniera profonda e indelebile la storia del Giappone. Il film di Takahata viaggia però su una linea ideologica pessimista, mentre In questo angolo di mondo offre una narrazione drammatica ma aperta al futuro.È l’inizio degli anni Trenta e a Hiroshima la giovane Suzu Urano è ancora una bambina felice, spensierata, con la testa tra le nuvole; una sognatrice a cui piace disegnare e inventare storie per la sua sorellina.




La vita scorre serena per la famiglia Urano, mentre il mondo si avvia a grandi passi verso la guerra mettendo a dura prova la vita di tutti. Il primo di una serie di traumi Suzu lo vive quando nel 1944, il giovane Shusaku Hojo, funzionario della marina imperiale, la chiede in sposa. Suzu deve lasciare la sua famiglia e la sua città natale per questo matrimonio combinato e, senza mai aver visto il suo futuro marito, si trasferisce in un paese che non le appartiene, dove anche il paesaggio è differente: dalla tranquillità di Hiroshima a Kure, una cittadina con un porto militare. Inizia così una nuova vita tra molte difficoltà, soprattutto quelle relative all’integrazione nel nuovo nucleo familiare e il suo modo di essere un po’ distratta ed impacciata, porta Suzu a scontrarsi spesso con la cognata, una giovane vedova con una figlia piccola che vive immersa nella realtà e proprio per questo si rivelerà poi un ottimo aiuto per la piccola sognatrice. A peggiorare le cose ci sono la guerra e i continui bombardamenti statunitensi che rendono quasi impossibile l’esistenza per gli abitanti di Kure, impotenti e costretti a rintanarsi nel sottosuolo a ogni richiamo delle sirene antiaeree. Anche la vita di Suzu è sconvolta e la sua filosofia di vita “resta ordinaria e resta sana” la fa apparire fragile e inadatta alle difficoltà della vita, ma con tenacia, perseveranza, senso del dovere, un pizzico di creatività e tanto coraggio, riesce sempre a ottenere il massimo con gli scarsi mezzi a sua disposizione. Emergono dettagli di vita sociale e quotidiana; in particolar modo, il regista si sofferma sulle abitudini alimentari giapponesi con ricette di piatti tipici e piccoli trucchi per renderli più appetitosi e abbondanti in un tempo in cui il cibo scarseggiava.




Tutta la storia è basata su sentimenti contrastanti che non si focalizzano solo sulle vicende della giovane Suzu e sul suo modo bellissimo di ridisegnare la realtà ma, grazie ai personaggi di contorno  molto caratterizzati, viene offerto uno sguardo particolare sulla vita in tempo di guerra. Con la povertà imperante e le operazioni militari in sottofondo, viene reso perfino un triste omaggio alla leggendaria Yamato, la più grande nave da guerra giapponese.Il film è costantemente pervaso da una toccante amarezza che lascia comunque spazio alla speranza, riservando nella narrazione degli eventi tutta la forza di spirito del popolo nipponico di fronte alla realtà dei bombardamenti aerei fino al più devastante evento della bomba atomica. Suzu è l’emblema della guerra: la tranquillità di poter camminare guardando il cielo, la libertà di potersi sedere davanti al fiume con la sua matita a disegnare, la spensieratezza delle sue giornate, vengono sostituite da un cielo che fa paura, dall’insicurezza del domani, dalle lunghe file per avere un pezzo di pane che il più delle volte però è finito. Suzu resta intrappolata nella guerra, nella fame, nella sofferenza, nei sensi di colpa, ma soprattutto nella consapevolezza di non poter fare niente.




Tutto sembra vano e senza senso, ma non si può tornare indietro e non si potrà più avere quello che si è perso, tranne forse che l’atteggiamento positivo nei confronti della vita. Suzu è giapponese…non si spezza; stringe i denti e decide di voler essere forte, di rialzarsi e di ricominciare a sorridere. Vuole tornare a essere spensierata, a camminare guardando in su, a ricominciare a vivere “in questo angolo di mondo” in cui tutto ciò sembra ora impossibile.Un anime visivamente emozionante grazie anche ad uno stile grafico di grande fascino, con tratti semplici ma incisivi e una cura per i dettagli che immergono immediatamente nelle atmosfere e in un realismo impressionante.




La tanta luminosità delle scene contrasta con l’oscurità del dramma e trasforma la violenza della guerra in un amaro sogno ad occhi aperti. In una vicenda ricca di dolore e ansia, con l'ultima parte altamente drammatica, il regista lascia spazio alla tenerezza, alla semplicità dei piccoli gesti, lanciando un messaggio di speranza: la Storia è crudele ma l’amore e la poesia possono salvare l’uomo dalla sua stessa follia.



Elena Paoletta

Video Editor / Blogger at Wonderland Tales

Artist at https://jobok.eu/user/Elena91



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