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Elena Paoletta C

17/06/2018 - Domenica al mercatino giapponese con le mie amiche Gioia e Fabiana ^__^





Rivedo sempre con piacere l'organizzatrice di questi deliziosi mercatini! ^^

あ り が と う ご ざ い ま す ❤ またね ! 


I miei acquisti al mercatino giapponese!

Ringrazio ancora https://www.instagram.com/il_mercatino_di_micia/ per tutte queste cosine super kawaii!!!



Sono molto contenta di aver vinto il giveaway e di aver ricevuto come sorpresa questo fantastico portachiavi di uno dei miei personaggi manga preferiti! Ringrazio di nuovo tantissim https://www.instagram.com/il_mercatino_di_micia/



E questa non potevo non averla... I ❤ NANA!



Roma, 17/06/2018



Elena Paoletta

Video Editor / Blogger at Wonderland Tales

Artist at https://jobok.eu/user/Elena91

Elena Paoletta C


Lo chiamano Festival dell’Oriente, ma di fatto è un festival del mondo poiché quest’anno riunisce alla Fiera di Roma, dal 22 al 25 aprile e dal 29 aprile al primo maggio, ben cinque festival: ognuno a raccontare universi differenti e lontani in un unico e indimenticabile viaggio.Un giro del mondo tra cultura, arte, tradizioni, folklore, musica e sapori attraverso mostre fotografiche, cerimonie tradizionali, spettacoli, concerti, danze e stand ricchi di prodotti tipici, tutto distribuito in cinque padiglioni interni e tre aree esterne. 




Il Festival dell’Oriente, che occupa due padiglioni interni, trascina il visitatore nella magia dei suoi affascinanti Paesi: India, Cina, Giappone, Thailandia, Indonesia, Malesia, Vietnam e molti altri offrono il meglio delle loro atmosfere e delle loro tradizioni. Tra gli stand commerciali si trovano interi spazi dedicati alla salute e al benessere dove sperimentare le terapie tradizionali o quelle bionaturali come lo yoga, lo shiatsu, l’ayurvedica. Per la prima volta è presente un Festival delle Arti Marziali con il suo connubio di disciplina, potenza e spiritualità.




Imperdibile lo spettacolo dei tamburi giapponesi offerto dai Masa Daiko, uno dei gruppi più rappresentativi del genere a livello internazionale. In Giappone originariamente il tamburo veniva usato durante le battaglie per intimidire i nemici e per inviare comandi; in seguito divenne uno strumento utile nell’esecuzione di musiche popolari e per questo molto apprezzato. I Masa Daiko, pur suonando pezzi della tradizione giapponese, sono riusciti a mantenere l’antica cultura del tamburo di guerra imponendo ugualmente forza e vigore ma dando anche una rappresentazione estetica che riesce a trascinare e coinvolgere il pubblico.




La mia amica Fabiana ed io ci siamo molto soffermate in questi due padiglioni dedicati all’Oriente, soprattutto sugli stand del Giappone con le spezie di ogni tipo, le varietà di tè, i kimoni, i costumi da samurai e una grande quantità di oggettistica. Mi è sembrato di tornare indietro di un anno e trovarmi di nuovo nell’affascinante terra del Sol Levante.



Un’atmosfera di allegria e divertimento si respira al Festival Irlandese dove il pubblico, oltre a bere birra, può partecipare a molte attività tra cui rievocazioni storiche, festose danze celtiche e tipici giochi come il tiro alla fune. Gli stand gastronomici offrono zuppe tradizionali, stinco alla birra scura, salmone affumicato, formaggi alle erbe e dolci alle mele accompagnati da distillati irlandesi, mentre alcuni gruppi musicali tra i più rappresentativi dell’Irlanda trasmettono gioia e buonumore.




Novità di quest’anno è poi il Festival Country tra speroni lucidi, indiani d’America, atmosfere rurali, cappelli a larghe falde, balli e gruppi musicali. Un padiglione interno è completamente allestito con le tipiche tende indiane, i carri e pagliericci recintati dove riposano pecore e pony.Divertente è il Western Horse show, un evento dedicato a gare di monta americana e esibizioni di splendidi cavalli.




That’s America è invece un tour tra le mitiche atmosfere americane dagli anni ’50 fino agli anni ’80. Un viaggio tra auto e moto storiche, drive in, fast-food, juke-box e sosia di Elvis Presley, per un’immersione totale nelle atmosfere americane di quei tempi.




Travolgente risulta il Festival dell’America Latina con i colori, i suoni, i profumi e il cibo del Brasile, dell’Argentina, di Cuba, del Messico e tanti altri splendidi Paesi. In un’area all’aperto il ritmo e il folklore latino trovano spazio tra storia e cultura di popoli che vantano millenarie tradizioni.In un’aerea all’aperto c’è anche l’Holi Festival dedicato alla tradizione spirituale e religiosa induista che celebra sentimenti ed emozioni positive ed intense. Si balla, si canta e ci si diverte lanciandosi polveri colorate, un modo simbolico per rendersi tutti uguali e per creare un momento di gioia tra amici e sconosciuti. Senza la paura di sporcarsi tutti abbandonano ogni sentimento negativo e aprono il cuore e l’anima all’integrazione, la pace e l’armonia tra i popoli.Si svolge sempre all’esterno il Festival Spagnolo caratterizzato da esibizioni di flamenco, concerti dal vivo e gastronomia tipica. Un nuovo evento con spettacoli tipici del folklore spagnolo che rievocano le feste in strada, con le esibizioni degli splendidi cavalli andalusi e le canzoni struggenti accompagnate dalla malinconica chitarra spagnola.Naturalmente viaggiando tra tutti questi eventi, si trova sempre qualche souvenir ;)




Quest’anno il Festival dell’Oriente è dunque un vero e proprio giro del mondo da non perdere assolutamente!
Potete vedere altre foto del Festival cliccando sulla mia pagina https://www.facebook.com/WonderlandTales/




Per chi invece avesse voglia di emozionarsi un po’ con la potenza dei tamburi giapponesi, ecco un mio video che può rendere l’idea…





Roma, 22/04/2018



Pictures © Elena Paoletta


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Elena Paoletta C

Nell’est dell’Inghilterra, nella contea del Cambridgeshire, a 137 km da Londra, si trova sulle rive del fiume Nene la cittadina di Peterborough. 

Nel centro di questa City si erge l’imponente Cattedrale gotica dalla particolare triplice facciata dedicata a San Pietro, San Paolo e Sant’Andrea. In origine era un monastero che poi venne consacrato e divenne la Cattedrale della città. Qui vi hanno trovato sepoltura ben due regine: Caterina d’Aragona, prima moglie di Enrico VIII e Maria Stuarda, le cui spoglie però furono trasferite nell’abbazia di Westminster a Londra per volere del figlio Giacomo I in occasione della sua incoronazione. La cattedrale ha ispirato lo scrittore Ken Follet per il romanzo “I Pilastri della Terra”.





Nella piazza principale di Peterborough si erge, su un colonnato che forma un portico, la magnifica costruzione settecentesca Guildhall, un tempo sede di varie bancarelle alimentari oggi trasferite nel luogo una volta adibito al mercato di bestiame. In origine denominata Piazza del Mercato proprio per le attività che vi si svolgevano, oggi la piazza deve il suo nome attuale alla più famosa Cattedrale che si trova proprio lì davanti.




A Peterborough vi è un’altra importante e maestosa costruzione: è la St. John the Baptist Church che si trova sempre in Cathedral Square e dista solo pochi minuti a piedi dalla Cattedrale stessa.

Questo perché in origine la cattedrale era riservata esclusivamente ai monaci, mentre la chiesa era per i cittadini e per questo la St. John Baptist Church è ufficialmente la chiesa parrocchiale di Peterborough.




Accanto alle bellezze storiche c’è una Peterborough moderna: importante nodo ferroviario oltre che capitale dello shopping per la presenza del grande centro commerciale Queensgate, uno dei più grandi di tutta l’Inghilterra, o del più piccolo ma accogliente Rivergate.




È molto piacevole passeggiare per le vie di Peterborough, tra i curati giardini, i negozi, le golose gelaterie, i molti ristoranti e il rilassante lungofiume: si può apprezzare un’emozionante città cosmopolita dove viene rispettato l’ambiente e allo stesso tempo organizzati eventi interessanti e approfonditi in ogni dettaglio.




La City infatti vanta un intenso programma di festeggiamenti che si svolgono durante tutto l’arco dell’anno: dal Peterborough Festival che si tiene in estate e porta concerti, spettacoli e performance artistiche, al Peterborough Folk Festival che riempie di musica le strade della città, per non parlare della Peterborough Comi-con che per la prima volta quest’anno ha visto la partecipazione di tanti ragazzi e non solo, appassionati di cosplay, manga e fumetti. https://elenapaoletta.tumblr.com/post/173227181700/viaggio-a-peterborough




Ma Peterborugh ha un’altra particolarità: è considerata anche la città dei fantasmi. Molti sono infatti i racconti che si possono ascoltare riguardo a misteriose morti e presenze inquietanti, tanto è vero che è stato organizzato anche un tour per visitare i luoghi dove avverrebbero queste apparizioni.

Quando vengo qui a trovare mia sorella, ho sempre la sensazione di camminare per le vie di Storybrooke, la cittadina famosa agli appassionati della serie televisiva “Once upon a time”, per l’atmosfera un po’ fiabesca e coinvolgente che rende questa città molto speciale. 

Se capitate dalle parti di Londra vale veramente la pena visitare Peterborough❤




21/03/2018


Chi vuole vedere altre foto del Romics può visitare la mia pagina Wonderland Tales ^__^


Pictures © Elena Paoletta


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Elena Paoletta C






Un gradito omaggio al Maestro Hayao Miyazaki, alla sua arte, al suo modo di pensare, di essere e di lavorare. Un instancabile artista che pur dovendo fare i conti con la realtà dell'età che avanza, insegue ancora i suoi sogni e presto ci regalerà un nuovo capolavoro!

Miyazaki sensei, arigato ❤



Elena Paoletta

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Elena Paoletta C


 05/10/2017 - Bella giornata al Romics presso la Fiera di Roma tra manga, gadget e cosplay :D




Insieme alla mia amica Fabiana ❤




 Prima volta al Romics insieme ad Aurora ^__^




 Direttamente da Once Upon A Time… Hook e Regina *__*




  Così mi sento protetta! ;)



Elena Paoletta

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Elena Paoletta C


Tratto dall’omonimo manga di Keiji Nakazawa, questo anime è stato distribuito in sala da Nexo Digital in collaborazione con Dynit per soli due giorni, il 19 e il 20 settembre. Pur essendo fuori dai consolidati schemi del mercato dell’animazione, In questo angolo di mondo ha vinto il premio “Animation of the year” ai Japan Academy Prize, battendo il più conosciuto Your Name di Makoto Shinkai, e il premio della giuria al Festival Internazionale del film di animazione di Annecy ottenendo eccellenti risultati anche al botteghino. Sunao Katabuchi, il regista del film, viene dallo Studio Ghibli; il suo primo lavoro infatti è stato quello di assistente alla regia per Kiki, consegne a domicilio (1989). In questo angolo di mondo porta con sé tutto l’insegnamento dello Studio Ghibli: dal character design, alle musiche e allo sviluppo dei personaggi, caratteristica di Miyazaki, ma anche la scelta cromatica soffusa, quasi acquarellata, che si ispira agli ultimi lavori del maestro Isao Takahata, come La storia della principessa splendente (2013). Molti hanno paragonatoIn questo angolo di mondo con Una tomba per le lucciole (1988) ma forse solo per il fatto che trattano argomenti simili ovvero i drammatici giorni del conflitto che hanno segnato in maniera profonda e indelebile la storia del Giappone. Il film di Takahata viaggia però su una linea ideologica pessimista, mentre In questo angolo di mondo offre una narrazione drammatica ma aperta al futuro.È l’inizio degli anni Trenta e a Hiroshima la giovane Suzu Urano è ancora una bambina felice, spensierata, con la testa tra le nuvole; una sognatrice a cui piace disegnare e inventare storie per la sua sorellina.




La vita scorre serena per la famiglia Urano, mentre il mondo si avvia a grandi passi verso la guerra mettendo a dura prova la vita di tutti. Il primo di una serie di traumi Suzu lo vive quando nel 1944, il giovane Shusaku Hojo, funzionario della marina imperiale, la chiede in sposa. Suzu deve lasciare la sua famiglia e la sua città natale per questo matrimonio combinato e, senza mai aver visto il suo futuro marito, si trasferisce in un paese che non le appartiene, dove anche il paesaggio è differente: dalla tranquillità di Hiroshima a Kure, una cittadina con un porto militare. Inizia così una nuova vita tra molte difficoltà, soprattutto quelle relative all’integrazione nel nuovo nucleo familiare e il suo modo di essere un po’ distratta ed impacciata, porta Suzu a scontrarsi spesso con la cognata, una giovane vedova con una figlia piccola che vive immersa nella realtà e proprio per questo si rivelerà poi un ottimo aiuto per la piccola sognatrice. A peggiorare le cose ci sono la guerra e i continui bombardamenti statunitensi che rendono quasi impossibile l’esistenza per gli abitanti di Kure, impotenti e costretti a rintanarsi nel sottosuolo a ogni richiamo delle sirene antiaeree. Anche la vita di Suzu è sconvolta e la sua filosofia di vita “resta ordinaria e resta sana” la fa apparire fragile e inadatta alle difficoltà della vita, ma con tenacia, perseveranza, senso del dovere, un pizzico di creatività e tanto coraggio, riesce sempre a ottenere il massimo con gli scarsi mezzi a sua disposizione. Emergono dettagli di vita sociale e quotidiana; in particolar modo, il regista si sofferma sulle abitudini alimentari giapponesi con ricette di piatti tipici e piccoli trucchi per renderli più appetitosi e abbondanti in un tempo in cui il cibo scarseggiava.




Tutta la storia è basata su sentimenti contrastanti che non si focalizzano solo sulle vicende della giovane Suzu e sul suo modo bellissimo di ridisegnare la realtà ma, grazie ai personaggi di contorno  molto caratterizzati, viene offerto uno sguardo particolare sulla vita in tempo di guerra. Con la povertà imperante e le operazioni militari in sottofondo, viene reso perfino un triste omaggio alla leggendaria Yamato, la più grande nave da guerra giapponese.Il film è costantemente pervaso da una toccante amarezza che lascia comunque spazio alla speranza, riservando nella narrazione degli eventi tutta la forza di spirito del popolo nipponico di fronte alla realtà dei bombardamenti aerei fino al più devastante evento della bomba atomica. Suzu è l’emblema della guerra: la tranquillità di poter camminare guardando il cielo, la libertà di potersi sedere davanti al fiume con la sua matita a disegnare, la spensieratezza delle sue giornate, vengono sostituite da un cielo che fa paura, dall’insicurezza del domani, dalle lunghe file per avere un pezzo di pane che il più delle volte però è finito. Suzu resta intrappolata nella guerra, nella fame, nella sofferenza, nei sensi di colpa, ma soprattutto nella consapevolezza di non poter fare niente.




Tutto sembra vano e senza senso, ma non si può tornare indietro e non si potrà più avere quello che si è perso, tranne forse che l’atteggiamento positivo nei confronti della vita. Suzu è giapponese…non si spezza; stringe i denti e decide di voler essere forte, di rialzarsi e di ricominciare a sorridere. Vuole tornare a essere spensierata, a camminare guardando in su, a ricominciare a vivere “in questo angolo di mondo” in cui tutto ciò sembra ora impossibile.Un anime visivamente emozionante grazie anche ad uno stile grafico di grande fascino, con tratti semplici ma incisivi e una cura per i dettagli che immergono immediatamente nelle atmosfere e in un realismo impressionante.




La tanta luminosità delle scene contrasta con l’oscurità del dramma e trasforma la violenza della guerra in un amaro sogno ad occhi aperti. In una vicenda ricca di dolore e ansia, con l'ultima parte altamente drammatica, il regista lascia spazio alla tenerezza, alla semplicità dei piccoli gesti, lanciando un messaggio di speranza: la Storia è crudele ma l’amore e la poesia possono salvare l’uomo dalla sua stessa follia.



Elena Paoletta

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Elena Paoletta C

 Diploma di Laurea Magistrale in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale



  Che soddisfazione! 



  Ragazze del Dams



  Io e la mia amica/sorella Giorgia ❤



  Congratulazioni!



   HAPPY ME!!!  ❤❤❤



Elena Paoletta

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Elena Paoletta C


Il mio video di Ren & Nana ha superato le diecimila visualizzazioni!!!

Grazie a tutti e ora andiamo verso un nuovo traguardo! ;)

https://www.youtube.com/channel/UClOupzGzjSzZLs7gf3BfsSQ

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