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Risultati della ricerca di tag: "#love"
Elena Paoletta C


Vampire Knight non è il classico racconto sui vampiri ma una coinvolgente storia di amore e sangue che vede i protagonisti tormentarsi in un triangolo amoroso di passione e segreti.


Se siete curiosi leggete il mio articolo

https://www.otakusjournal.it/vampire-knight-un-amore-eterno-ma-impossibile/amp/

Elena Paoletta C


Tra le festività di questo periodo il Capodanno in Giappone è sicuramente quella più importante. l'arrivo del nuovo anno viene festeggiato tra riti sacri, tradizioni culinarie e fuochi d'artificio. 


Se siete curiosi leggete il mio articolo!

https://www.otakusjournal.it/il-capodanno-in-giappone

Elena Paoletta C


La notte del 24 febbraio a Los Angeles verranno assegnati gli Oscar. Quest'anno nella categoria animazione c'è Mirai di Mamoru Hosoda. Riuscirà il regista giapponese a prevalere sull'ennesima vittoria Disney?




Per leggere la recensione dell'opera, cliccate sul link https://www.otakusjournal.it/mirai/

Elena Paoletta C


In tutto il mondo il 14 febbraio è la festa degli innamorati ❤

In Giappone però San Valentino ha una caratteristica particolare: l'intraprendenza femminile prende il sopravvento sulla riservatezza tipica giapponese…


Per saperne di più leggete il mio articolo!

https://www.otakusjournal.it/san-valentino-in-giappone/



 Collage by Elena Paoletta


Elena Paoletta C

Mirai è il nuovo anime del regista Mamoru Hosoda che ha conquistato la critica di Cannes lo scorso maggio, dove è stato proiettato in anteprima mondiale alla Quinzaine des Réalizateurs 2018 e che è stato in programmazione nelle sale cinematografiche italiane il 15-16-17 ottobre.




Il film conferma il fatto che quasi tutte le opere di Hosoda sono fortemente influenzate dalla sua vita. Nel 2006 La ragazza che saltava nel tempo, vedeva la protagonista sfidare il tempo tornando nel suo passato per poi lasciarsi raggiungere dal presente e questo rifletteva lo stato mentale del regista che in quel momento si apprestava a diventare indipendente e a sposarsi. L’avvicinamento di Hosoda agli emergenti social network può ravvisarsi in Summer Wars del 2009, mentre in Wolf Children tutto il suo dolore per la perdita della cara madre è ben rappresentato dall’ululato del Lupo-Ame che echeggia tra le montagne. Nel 2015, dopo la nascita del figlio, con The Boy & The Best sosteneva che la responsabilità di tramandare conoscenze ed esperienze alle giovani generazioni risiede negli adulti.




I temi dell’amore filiale e della relazione genitore-figlio sono il denominatore comune nel lavoro di Mamoru Hosoda, ma in Mirai questi temi appaiono attraverso i modi in cui i personaggi esprimono il loro affetto e crescono insieme. La novità sta nel fatto che il regista affronta questo suo tema preferito attraverso il punto di vista di un bambino di quattro anni, Kun che deve affrontare l’arrivo della sorellina Mirai nella sua famiglia.




Geloso fino alle lacrime, il piccolo cerca, tra capricci e ricatti, di attirare l'attenzione dei genitori monopolizzata dai bisogni primari di Mirai e colma quella che lui avverte come una perdita di affetto, rifugiandosi nel cortile della casa dove un albero genealogico magico lo catapulta in un mondo fantastico in cui il passato e il presente si confondono.




Il giardino e il suo albero sono potenti simboli che legano e intrecciano i temi del cambio delle stagioni, del passare del tempo e della genealogia, perché proprio in quel luogo Kun incontra i suoi parenti in epoche e avventure diverse scoprendo la sua storia e trovando la sua identità. Ogni volta che il bambino si comporta male nei confronti della sorellina o dei genitori, la dimensione realistica del film lascia il campo a quella fantastica. Vede allora la personificazione del suo cane che gli spiega come anche lui abbia sofferto la perdita di attenzioni quando Kun è entrato a far parte della famiglia; viene accompagnato in avventure surreali dalla sorella magicamente diventata adolescente (Mirai significa “futuro”) e quindi più grande di lui; incontra la mamma quando era bambina e può vedere come caratterialmente gli somigli così tanto e il nonno da giovane, nel momento in cui conosce la nonna e dà il via a quella che sarebbe diventata poi la sua famiglia.




Tutto il film si snoda tra i piccoli gesti come scendere le scale, andare in bicicletta, reclamare l'attenzione degli adulti o strillare a perdifiato, con le osservazioni, i comportamenti e le espressioni tipiche dell'infanzia.

Tutto ciò che riguarda la via famigliare è reso da Hosoda con la semplicità delle azioni quotidiane e la maestria dei disegni, ma è necessario un po’ di soprannaturale per intraprendere quel percorso di crescita e di formazione necessario all’intera famiglia. È allora che storia e visivo rendono al meglio; è in quelle scene che si ammirano i disegni e i colori più forti come nella ricostruzione della stazione futurista o dove il passato riesce meglio a spiegare il presente come nell’incontro tra Kun e il nonno. Il potere immaginario del bambino è dunque il punto di forza del film, quello che ne traccia una trama altrimenti chiusa all’interno della normale amministrazione della vita di una giovane famiglia. Ma è la domanda che forse Hosada vuole porre allo spettatore quella che racchiude la sua poetica: come siamo arrivati qui e dove siamo diretti? E la risposta la suggerisce nell’affermazione visiva che ciò che viene tramandato di generazione in generazione non è altro che l’eterna continuità dell’esistenza.




Collages by Elena Paoletta


Video Editor / Blogger at Wonderland Tales

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Elena Paoletta C




  Io in versione Chibi ❤



Picture © Elena Paoletta



Elena Paoletta C






Un gradito omaggio al Maestro Hayao Miyazaki, alla sua arte, al suo modo di pensare, di essere e di lavorare. Un instancabile artista che pur dovendo fare i conti con la realtà dell'età che avanza, insegue ancora i suoi sogni e presto ci regalerà un nuovo capolavoro!

Miyazaki sensei, arigato ❤



Elena Paoletta

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Elena Paoletta C



Oggi vi propongo una ricetta giapponese facile da realizzare, che ho già provato ottenendo un buon risultato: il Tonkatsu とんかつ.

Questo piatto mi piace in modo particolare; è simile alla cotoletta milanese e per questo l’ho accompagnato con i colori della bandiera italiana. Vi assicuro che è buonissimo, qui sotto troverete gli ingredienti e come prepararlo...Provatelo!


Ingredienti: - fettine di maiale - riso basmati - uovo - pangrattato (Panko) - farina - salsa di soia - vino bianco - dado vegetale - cipolla - sale - pepe


Disporre le fettine di maiale su un tagliere; praticare delle piccole incisioni sul bordo di ognuna. Salare, pepare e infarinare le fettine, immergerle nell’uovo sbattuto e poi nel pangrattato. Scaldare l’olio in una padella e friggere le fettine. Nel frattempo preparare la salsa per il condimento con la soia, il vino bianco, il dado vegetale e la cipolla tagliata finemente. A parte cuocere il riso basmati. Infine disporre le fettine di maiale fritte su di un tagliere e tagliarle a striscioline. Guarnire il piatto di portata con le fettine così tagliate, il riso e le verdure a piacere.




いただきます!  itadakimasu! ^__^



Elena Paoletta

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