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Risultati della ricerca di tag: "#romance"
Elena Paoletta C


Ci sono storie che non si dimenticano e che continuano ad emozionare come quella di Anna dai capelli rossi. Leggere il manga fa capire il potere della fantasia e invita a riflettere su come affrontare le difficoltà della vita.


Se siete interessati leggere la mia recensione approfondita

https://www.otakusjournal.it/limmaginazione-e-la-fantasia-di-anna-dai-capelli-rossi/

Elena Paoletta C




Il 14 luglio 1789 durante la presa della Bastiglia a Parigi moriva Lady Oscar, una delle eroine più amate dei manga, simbolo di libertà e di emancipazione femminile.


Se siete interessati leggete il mio articolo https://www.otakusjournal.it/lady-oscar-la-liberta-di-essere/

Elena Paoletta C


I manga yuri si focalizzano sulle relazioni sentimentali e sessuali tra donne, soprattutto sul modo in cui le protagoniste interagiscono tra loro.

Mostrano donne che ricoprono un ruolo più deciso e meno sottomesso stravolgendo i ruoli tipici femminili degli altri generi.


Se siete curiosi leggete il mio articolo https://www.otakusjournal.it/manga-yuri/

Elena Paoletta C


I manga josei sono pensati per un pubblico femminile che ha superato la maggiore età.

Analizzano le diverse sfumature dell'amore dando particolare risalto alle emozioni e alla psicologia dei personaggi.

Vengono affrontati con delicatezza i problemi e le esigenze della vita adulta.


Se volete saperne di più leggete il mio articolo https://www.otakusjournal.it/manga-josei-diverse-sfumature-amore/

Elena Paoletta C

Gli shōjo sono i manga che si rivolgono alle ragazze fino ai diciotto anni.

Tra le adolescenti e questo genere si crea un rapporto speciale poiché nelle storie l'elemento dominante è quello psicologico-amoroso.

Sono vicende romantiche e idealizzate che permettono di sognare ad occhi aperti. 

Se volete saperne di più leggete il mio articolo https://www.otakusjournal.it/manga-shojo/

Elena Paoletta C


Lady Oscar è il coraggio di essere qualcosa di diverso da ciò che la società si aspetta.

Rappresenta la libertà di essere una donna dall'animo maschile e allo stesso tempo un uomo dall'animo femminile.

In entrambi i casi è la libertà di essere.


Se volete saperne di più leggete il mio articolo

https://www.otakusjournal.it/lady-oscar-la-liberta-di-essere/

Elena Paoletta C

Adoro il musical. Da piccola mi hanno fatto vedere un vecchio film che si intitola Sette spose per sette fratelli e sono rimasta affascinata dal genere. Più tardi sono arrivati Moulin Rouge, il mio preferito e Mamma mia! che è stato la spinta per il mio primo viaggio in Grecia. Non c’è da meravigliarsi quindi che i sei Oscar conquistati da La La Land mi abbiano fatto così tanto piacere.

La è Los Angeles, la città che fa bruciare di passione.

La è Los Angeles, la città che frantuma le passioni.

Land è Los Angeles, la terra promessa agli artisti.

La Land Land è credere in sé stessi anche stando con la testa tra le nuvole in una città che troppo spesso delude, ma allo stesso tempo ti porta a far credere che i tuoi sogni si possono avverare.

Il film è assolutamente romantico perché c’è di mezzo il destino, ciò nonostante la storia d’amore non è il centro della narrazione; si parla di amore ma più in generale si tratta di quello per le proprie passioni e del voler proteggere e realizzare i propri sogni ad ogni costo. L’inizio della malinconica canzone City of stars, vincitrice del premio Oscar, lo dice chiaramente lasciando aperto uno spiraglio alla speranza:


«Città di stelle

Stai splendendo solo per me?

Città di stelle

C’è così tanto che io non posso vedere

Chi lo sa?

È questo l’inizio di qualcosa di meraviglioso?

O un altro sogno che non posso realizzare».


La canzone parla essenzialmente d’amore: è l’amore che tutti cercano, l’unica cosa che tutti vogliono; qualcuno che con la sua presenza e le sue parole rassicuri, qualcuno che renda le stelle più luminose. Sebastian si interroga se la storia con Mia diventerà qualcosa di meraviglioso o resterà solo un altro sogno irrealizzabile.




Scritto e diretto dal giovane Damien Chazelle, il film racconta la storia d'amore tra un musicista jazz e un'aspirante attrice, interpretati da Ryan Gosling e Emma Stone. 

Sebastian è un pianista e musicista che tenta di inseguire il suo sogno di una vita, quello di aprire un locale jazz; Mia invece è un’aspirante attrice che fa la cameriera, ma partecipa a tutti i provini possibili sperando che arrivi presto la sua occasione. C’è chi pensa che la trama del film sia piuttosto scontata, in realtà La La Land parla di cinema e per questo è estremamente metacinematografico; Sebastian e Mia sono infatti due artisti e il cinema è costantemente citato nei loro dialoghi ed è presente in modo importante all’interno degli Studios dove lavora la protagonista. È un costante omaggio ad Hollywood che immerge lo spettatore nei sui periodi d’oro, attraverso chiari riferimenti a famosi film, ad attori immortali e ai musical indimenticabili come Balla con me con Fred Astaire, Singing in the rain con Gene Kelly, West Side Story e Greese.

La tematica della riflessività, cioè del cinema che riflette su se stesso è sempre esistita, ma questo film prende dal passato per creare qualcosa di nuovo e assolutamente spettacolare. 

Un’altra riflessione importante è quella che riguarda il jazz, proposta attraverso il personaggio di Sebastian: un artista puro, un musicista che guarda con reverenza e passione ai grandi nomi del jazz e soffre perché questo genere musicale non ha più la stessa importanza di un tempo. Consapevole che il jazz sta scomparendo perché è molto difficile raggiungere la massa con contenuti culturali e di nicchia, Sebastian vuole a tutti i costi farlo rivivere nella sua forma più pura anche se non sembra l’epoca giusta. La sua grande passione non gli fa tener conto della realtà.

A tal proposito è significativa la scena del secondo incontro tra Mia e Sebastian. Lui suona il pianoforte, immergendosi completamente nella musica tanto che sembra essere l’unico nella sala, come se fosse in un altro mondo e infatti viene isolato dal resto del locale grazie ad un fascio di luce che lo illumina mentre tutto il resto rimane al buio. Quando smette di suonare si alza di scatto e sembra non rendersi conto di dove si trovi né di quanto tempo sia passato, come quando ci si sveglia dopo un sogno estremamente realistico. Non vede neanche Mia che lo guarda con occhi incantati dopo averlo sentito suonare. 

In seguito Sebastian dovrà confrontarsi con il personaggio interpretato da John Legend che gli renderà chiaro come il jazz per sopravvivere debba cambiare per essere apprezzato. Bisogna andare incontro ai nuovi gusti del pubblico, modernizzarsi per raggiungere tutti. Non è questo però il sogno di Sebastian e Mia glielo ricorda quando lui lo accantona, causando la prima incomprensione tra i due.

In realtà Sebastian e Mia si innamorano l’uno dei sogni dell’altro e si aiutano a vicenda facendo di tutto per realizzarli. La trama intreccia il rapporto tra i due protagonisti e i loro sogni: due persone che tentano di fare delle proprie passioni e della loro arte il proprio lavoro, sostenendosi a vicenda proprio perché si comprendono, cercando di superare tutte le delusioni e le difficoltà che incontrano e che nulla hanno a che a vedere con i sogni ma con la dura realtà.




Un esempio di tutto ciò viene proprio dal regista del musical Chazelle che ne è anche lo sceneggiatore. Lui ha scritto La La Land quando era all’università insieme al suo amico Justin Hurwitz, che poi è diventato il compositore delle colonne sonore di tutti i suoi film, ma non ha mai trovato nessuno Studios disposto a finanziare il suo progetto. Soltanto un produttore interessato cercò di convincerlo a produrre il suo film a patto che il protagonista fosse un fanatico del rock e non del jazz. Il regista rispose di no senza esitare, realizzò un altro film Weeplash raggiungendo un ottimo successo e diversi premi, portando poi così il vecchio progetto del musical all’interesse delle case di produzione.

Damien Chazelle ha affermato che per lui era importante realizzare un film su due sognatori, su due persone che hanno grandi sogni che li fanno avvicinare, ma che li portano anche a separarsi.

Il regista ha voluto trasmetterci il contrasto tra sogno e realtà, sottolineando il fatto che spesso la felicità non dipende necessariamente dall’amore verso un’altra persona.

La felicità di Mia e Sebastian infatti può essere raggiunta solamente con la realizzazione dei loro sogni. Si sono innamorati proprio grazie alla forte passione che anima i loro desideri e che li rende così speciali l’uno agli occhi dell’altra.

La La Land è dedicato ai sognatori e agli artisti che sono sempre alla ricerca di qualcosa, ai romantici, a chi ama il jazz, il cinema e le storie d’amore; è un film estremamente positivo, allegro e coloratissimo, esteticamente scintillante ma allo stesso tempo malinconico e poetico.

Tutti i colori usati sono accesi e vivi, una meraviglia per gli occhi, ma accentuano anche l'immersione all'interno della storia come pure le musiche al pianoforte, le canzoni e i più classici balli coreografati.

Il film nasconde tante sfumature che possono sfuggire a chi non osserva attentamente e non si sofferma sui dettagli o sulle particolari inquadrature.

Guardandolo mi sono sentita molto coinvolta, perché spesso ciò che desideriamo davvero ci sembra essere veramente irraggiungibile e quando la protagonista dice: «Forse io sono solo una di quelle che sognano da sempre di farlo», mi sono identificata con le sue paure e le sue perplessità. Se penso però a tutte le grandi sorprese e soddisfazioni raggiunte fino ad ora nel mio piccolo e che non credevo possibili, mi sento di continuare a credere di potercela fare nonostante tutto e quindi a provarci sempre.




Spesso dipende tutto da noi, da come si reagisce di fronte agli eventi e alle scelte da fare. È anche vero però che l’impegno e le capacità non sempre bastano e quello che tu vuoi e desideri entra in conflitto con quello che si deve fare per vivere. Infatti se si hanno certi interessi artistici e determinate passioni, spesso il sistema e la società ti richiedono di rivedere il tuo punto di vista per affrontare le quotidiane necessità. Però vale la pena di rinunciare ai propri sogni?

Questa è la domanda che pone il film e forse la risposta è nella canzone profonda e commovente The fools who dream che Mia intona durante il provino più importante della sua vita, quando è ormai distrutta per i troppi fallimenti: tutti hanno bisogno dei ribelli, dei pittori, dei poeti, degli scrittori, degli artisti in generale, anche se questi ai più sembrano sciocchi. La loro follia, nonostante i disastri che provoca, è la chiave che porta nuove cose, nuovi colori da vedere e pur non sapendo dove potrà condurre, ognuno di loro rifarebbe tutto da capo.

Il toccante messaggio del film è dunque di speranza e di incoraggiamento per i nuovi artisti. Purtroppo non sempre tutto va come dovrebbe, anche perché la fortuna e le coincidenze favorevoli non arrivano al momento giusto sia nella vita lavorativa che in quella affettiva, ma prima o poi l’opportunità tanto attesa potrà coronare le aspettative, come spiega l’allegra e coinvolgente canzone Someone in the crowd: mentre il mondo continua a girare, riuscirai a vedere qualcuno tra la folla? Qualcuno che sia quello giusto, la conoscenza di cui hai bisogno, che ti farà emergere dandoti la possibilità di realizzare il tuo sogno; quello che finalmente raccoglierà da terra le delusioni per portarti dove vuoi andare, perché da qualche parte c’è un posto dove troverai chi vuoi essere, sempre che tu sia pronto ad essere trovato.

Non bisogna mai smettere di provarci e di credere nella bellezza dei propri sogni; è normale sentirsi a volte spaesati, confusi o amareggiati, ma non si deve rinunciare a ciò che fa brillare gli occhi e che fa stare bene perché, comunque vada, la passione e la creatività sono sempre un dono prezioso, un’energia vitale innata che niente e nessuno potrà mai cancellare dalla mente e dal cuore di un artista.





Collage by Elena Paoletta

Video Editor / Blogger at Wonderland Tales

Artist at https://jobok.eu/user/Elena91

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