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Risultati della ricerca di tag: "amicizia"
Roberto Boscaini

(In una normale e semplice serata, quattro amici  per la vita, si  trovano a confrontarsi ognuno con i propri  sentimenti...

Appartamento di Frank.

Frank è al telefono e sembra piuttosto irritato...)

Frank: Cosa?
Non è possibile!
Ma fra voi due sempre così finisce?
Certo che tu e Juliet non vi smentite mai eh!?

(Nel frattempo suonano alla porta)

Frank: Senti Mark, devo lasciarti che stanno suonando alla porta, tanto hai detto che passerai prima qui no, così poi andiamo al pub insieme.
Bene, continueremo allora il discorso a quattr'occhi!

Ok, a dopo. (riattacca il telefono)

Frank: (scuotendo il capo, pensando alla telefonata, va ad aprire la porta, borbottando...)
Ma che seratina che ci aspetta.

James: (fuori dalla porta)
Ehi Frank, come va!?

Frank: E tu cosa cavolo ci fai qui, James!?

(Nel mentre James entra in casa, con Frank che chiude la porta)

James: Beh, è questo il modo di accogliere un caro amico?

Frank: E sì, scusami tanto se sono sorpreso di vederti, visto che a quest'ora dovevi essere in viaggio con la tua nuova fiamma, a tuo dire <<quella giusta stavolta!!>>
Certo che è proprio vero, le disgrazie non vengono mai sole!

James: Addirittura Frank?
E perché mai!?

Frank: Tua sorella...

James: (Interrompendo Frank, non facendogli finire la frase)
Juliet!?
Che cosa è successo?
Oddio, sta bene?

Frank: Sì certo, ma fammi finire, dicevo, tua sorella e Mark, tanto per cambiare, hanno discusso di nuovo.

James: Di nuovo?
Quei due sono proprio incorreggibili eh!?

Frank: (sarcastico) Disse colui che stronca ogni nuova relazione sul nascere!

James: Vabbè Frank, che centra, è diverso, la mia situazione è un altro paio di maniche.

Frank: Hmm, diversa, tu dici eh?

James: (minimizzando) Ma sì... certo... comunque (guardandosi attorno) notavo solamente ora che non c'è Claire, dov'è andata?

Frank: È passata a trovare i suoi genitori, ci vedremo poi dopo al pub, insieme con Mark e Juliet.

James: Capirai, immagino già la bella atmosfera che ci sarà, grazie a quei due!

Frank: Come no!!!
Piuttosto James, non divaghiamo, mi vuoi dire o no cosa è successo tra te e la tua presunta compagna?
O vogliamo far finta di niente!?

James: (dopo qualche secondo di silenzio, con tono serio)
L' ho lasciata.

Frank: (pungente) Sai che novità!

James: (dismesso) Sono diventato prevedibile ormai, vero?

Frank: Come da copione James, e scommetto che il motivo è stato perché tu stavi ancora pensando a quella tua famigerata "lei", giusto?

James: Sì, io non ce la faccio Frank, non riesco a togliermela dalla testa, è più forte di me.

Frank: Lasciala andare James, lasciala andare.

James: Non posso, ci penso in continuazione, giorno e notte, nessun altra relazione che ho avuto è stata tanto seria o importante da riuscire a distrarmi e da farmela dimenticare, non c'è niente da fare, sono innamorato di lei, sono sempre stato innamorato di lei, fin dal primo giorno che l'ho vista.
Lei è la mia parte mancante, io non riesco ancora a credere che non farà mai parte della mia vita.

Frank: Ma lo sai benissimo anche tu che questa è una storia impossibile, senza contare, che neanche sa che tu sei stracotto di lei!

James: E non dovrà mai saperlo!
Il destino ha voluto che oltre ad essere già fidanzata, lo sia anche felicemente, per di più, lui è anche un bravo ragazzo.
(con amarezza) Eppure, uno dovrebbe essere felice per la felicità stessa della persona a cui più tiene al mondo, ma sarei un ipocrita se dicessi che non sarei contento se di punto in bianco si lasciasse con il suo ragazzo.

Frank: (colpito da quest'ultima dichiarazione di James)
James...

James: Lo so Frank, sto sparlando.
Mi sento uno schifo a pensare queste cose.
È solo che non riesco a non pensarci, sai, delle volte penso di essere riuscito a dimenticarla, ma poi mi basta solo rivederla di nuovo, e puff, tutto ritorna.

Frank: Devi fartene una ragione James, altrimenti non riuscirai mai a voltare pagina, e ad andare avanti.

James: (scettico) Voltare pagina?
Andare avanti?
Come se fosse così semplice Frank.

Frank: (duro e deciso) No.
Infatti non è semplice, però è necessario.
Non possiamo rimanere come i pesci,  sempre attaccati all'amo, e dichiararci vinti, bisogna trovare il coraggio di lottare per staccarsi da esso, così come con la vita, bisogna lottarci contro ogni singolo giorno e MAI e poi MAI arrendersi, altrimenti ci fotte!
Non permettere alla vita di controllarti, ma sii tu a controllare lei!

James: (quasi sconsolato) Credo invece che sto man mano consegnandomi a lei, diventando così  suo ostaggio.
Beato te Frank che non hai di questi problemi, non per niente tu sei quello saggio e forte del gruppo, lo sei sempre stato, sai, vorrei essere proprio come te.

Frank: (quasi seccato) Ma si può sapere cosa diavolo stai farneticando?
Non ho problemi?
Credi davvero che io non abbia mai incontrato delle difficoltà?
Pensi che tra me e Claire non ci sia mai stato un litigio?
Che sia sempre stato tutto rose e fiori il nostro rapporto?
No, ti sbagli di grosso, anche noi abbiamo avuto le nostre incomprensioni, come tutti del resto, ma abbiamo avuto anche la forza di affrontarle e cercato di risolverle, invece di rimanere fermi a piangerci addosso.
Diamine James, tra qualche mese io sarò padre, pensi che io non abbia paura?
Pensi che io abbia letto ed imparato il manuale del padre perfetto, che sia pronto per questo?
No, no che non lo sono, mio figlio non nascerà certo in tempi che si possono definire migliori, ma questo non vuol dire che non lotterò, affinché per lui possano invece diventarlo!
E sai cos'è che mi da, anzi, che ci da questa grande forza di volontà, questa voglia, sono l' amore e la speranza James, sarò anche uno sciocco a pensare questo, ma io credo che l' amore e la speranza siano il motore della vita, il resto, sono solo cazzate!!!
E non ti disperare se ancora non hai trovato la tua VERA lei, perché magari non sarai tu a trovarla lì di fuori, ma sarà lei che troverà te alla fine!

James: (sorpreso, quasi rinfrancato, incoraggiato dalle parole di  Frank)
Cavolo Frank, non ti facevo così profondo...
Ma non hai mai pensato di scrivere?

Frank: Ma piantala scemo!!!

James: He he he he.
Comunque, a parte tutto, avevo veramente bisogno di sentirmi dire certe cose... sei un vero amico... non so davvero come ringr...

Frank: (troncando James, non facendolo finire) Non farlo!
Lo sai che non sopporto queste situazioni!
Ho capito quello che mi vuoi dire,  e va bene così, ok?

James: (accennando un sorriso) Hmm, sempre il solito...
(cambiando poi discorso) Allora, che ne dici se mi unisco anch'io insieme a tutti voi, stasera al pub!?

Frank: Insomma, ti autoinviti!
Vedi però di non tormentare troppo tua sorella con Mark, come tuo solito.

James: (andando via e chiudendo la porta) Tranquillo Frank, tranquillo!

Frank: Sì, come no!
Mi immagino proprio!

(Frank andò a finire di prepararsi per uscire anch'egli, quando, dopo qualche istante, suonarono alla porta)

 

Frank: (aprendo la porta) Ehi Mark, finalmente sei arrivato!
Ma che hai, perché il fiatone?

(facendolo intanto accomodare)

Mark: (entrando in casa, ansimando)
Eh..... le scale..... lo sai che non le sopporto..... UFF!!!

Frank: Beh, potevi prendere l'ascensore, no?

Mark: (riprendendo pian piano fiato)
Lo so!
Ma proprio in quel momento era occupato!

Frank: (intuendo qualcosa, quasi tra se e se)
Ah sì, giusto!
Neanche le scale per scendere usa, quello scansafatiche!

Mark: Cosa dici?

Frank: No niente, non ci far caso!
Ma bando alle ciancie, si può sapere allora cosa è successo, questa volta, tra te e Juliet?

Mark: Ma no, niente di che, abbiamo avuto solo una piccola discussione per una stupidaggine.

Frank: Sarebbe a dire?

Mark: Lo trovo quasi assurdo guarda, tutto è nato perché io ancora non gli ho detto un semplice ti amo, ma dai!

Frank: (quasi rimproverandolo, per quel che ha sentito) Un semplice... ti amo dici, eh?
Una stupidaggine.
Wow.
Sai Mark, io non voglio assolutamente fare il moralista, però, permettimi di dirti che questa non è affatto una stupidaggine, non è una cosa da prendere così alla leggera.

Mark: (come a voler rimediare a quanto appena detto)
Aspetta Frank!
Non intendevo dire in questo senso...

Frank: (diretto) Spiegati allora.

Mark: Quello che volevo dire, non è che non la ami eh, ci mancherebbe altro, è solo che... non me la sento di dirglielo, cioè, lo sai come sono fatto no, certe cose non ci riesco a dirle di persona.

Frank: (secco) Saresti in grado di spiegare precisamente cosa significhi amare qualcuno?

Mark: (colto di sorpresa dalla domanda)
Beh... vediamo... amare qualcuno... significa...
Diamine, non riesco a trovare le parole giuste.

Frank: Ecco, esatto!
È proprio questo il punto!
Vedi, amare  è un sentimento, un'emozione così incredibile, che per l'appunto è indescrivibile!
La si può solo sentire dentro di noi, e ognuno la percepisce a modo suo, ed è per questo che, anche se non sempre ma ogni tanto, è semplicemente bellissimo sentirselo dire.

Mark: (consapevole) Lo so, Frank, lo so.
Difatti ogni volta che Juliet me lo dice, è proprio come dici tu, è una sensazione bellissima, e solo ora mi rendo conto del mio egoismo, cosa può provare Juliet a non sentirsi dire quelle parole.
Però, resta il fatto che io non ce la faccio, e poi, come so quando è il momento giusto, il momento perfetto per dirglielo.

Frank: Non esiste il momento giusto, la situazione perfetta per dirlo, lo capisci da te quando arriva, lo senti dentro.

Mark: (con curiosità e timidezza allo stesso tempo) E per te...
Come fu Frank?
Come andò con Claire?
Se non sono troppo indiscreto...

Frank: Vuoi sapere come andò a me?
Magari ti immagini una cena a lume di candela, un ristorante di classe, o davanti a qualche monumento pittoresco, no, niente di tutto di questo.
Lo ricordo ancora come se fosse ieri.
Eravamo qui a casa, di là nel salotto, sul divano a guardare la tv, in pigiama, Claire era tutta rannicchiata vicino a me, la sua testa era poggiata sul mio petto, dalla parte del cuore, io le stavo accarezzando prima i capelli, poi il viso, ad un certo punto lei alzò il suo dolce sguardo verso di me, e non so dirti come, o perché, ma in quell' istante glielo dissi... <<ti amo>>.
Cavolo, avrei voluto che il tempo, in quel momento, si fosse fermato per sempre.
Quella semplice serata, ancora oggi, la considero una delle più belle della mia vita.
Capisci Mark, come vedi, non c'è nulla di trascendentale, di complicato, o perfetto, io vi vedo a voi due, tu sei follemente innamorato di Juliet, e lei di te, perciò cos'altro aspetti, non te lo tenere dentro, diglielo!

Mark: (annuendo con la testa, rimanendo però in silenzio, come se avesse capito la "lezione") .....

Frank: Ok, senti vado di là a finirmi di preparare, così poi scendiamo e andiamo insieme al pub, in attesa che arrivino anche Juliet e Claire, va bene?
(Andando intanto di in camera)
Ah, dimenticavo, ci sarà anche James.

Mark: (sorpreso) Anche James!?
(ironico) Ma che bella notizia!
Comunque va bene dai, ti aspetto qui.

(Nel frattempo, suona il campanello della porta)

Frank: (dalla camera) Ci pensi un attimo tu Mark?

Mark: Sì, non ti preoccupare, vado io.
(Aprendo la porta) COSA? JULIET!!!

 

Juliet: (anch'essa sorpresa) MARK???

Mark: E tu cosa ci fai qui?

Juliet: Potrei chiederti la stessa cosa, no?

Frank: (uscendo dalla camera) Allora Mark, chi... (vedendo chi è) ehi, Juliet, anche tu qui?

Juliet: (entrando in casa) Volevo parlare con Claire di una cosa.

Frank: Ora non c'è, è andata a trovare i suoi genitori, ci raggiungerà dopo.

Juliet: Ah, capisco...
Dunque... (rivolgendosi a Mark) vista la situazione e che ci troviamo qui, vorrei approfittare per parlare di oggi.

Mark: Sì, anch'io vorrei parlarti.

Frank: Sentite ragazzi, se volete io vado un attimo di là, così potete parlare tranquillamente.

Juliet: No, resta pure Frank, non preoccuparti, ci conosciamo da una vita, non siamo certo fra degli sconosciuti, e non abbiamo niente da nascondere, e poi questa è casa tua, anzi, scusaci tu se ce ne stiamo approfittando!

(Frank, per non dare comunque nell'occhio e non volersi impicciare, fece finta di cercare qualcosa, come se avesse perso quel qualcosa)

Mark: Senti Juliet, io volevo...

Juliet: (interropendolo) Aspetta Mark, se non ti dispiace, vorrei parlare prima io.

Mark: Ok... va bene.

Juliet: Riguardo alla discussione di oggi, riflettendoci sopra, ho esagerato a prendermela con te in quel modo, alla fine, anche se non lo dici, tu me lo dimostri ogni singolo giorno di amarmi, anche con quei piccoli gesti, apparentemente insignificanti, ma che invece non lo sono.
Sai, non mi rendo conto abbastanza di quanto io sia fortunata, quando la mattina, una volta aperti gli occhi, ti trovo al mio fianco, ne dovrei essere grata per questo, perché molte delle persone che si trovano sole al mondo, vorrebbero trovarsi volentieri in questa situazione, perché stare soli fa schifo, fa dannatamente schifo, io lo so cosa significa, e nessuno si meriterebbe di esserlo, nessuno.
Quello di oggi, in confronto, è stato solo un mio capriccio.

Mark: (prendendole le mani e guardandola fissa negli occhi) Io ti amo Juliet.

Juliet: (rimanendo di sasso, non aspettandosi quelle parole, giunte come un fulmine a ciel sereno) Cosa...

Frank: (sempre intento a cercare, ma anch'egli rimasto sorpreso) ???

Mark: Il tuo non è stato affatto un capriccio, tu meriti di sentirtelo dire, sono io che sono stato un cazzone a non dirti mai niente fino ad oggi, sei importantissima per me, tu dai un senso ad ogni mio singolo giorno, riempendolo di te.

Juliet: (rimasta colpita dalle parole di Mark) Mark... io... (commossa) scusami!

(Juliet uscì di colpo da casa di Frank, scappando via)

Mark: (rimanendo immobile) Aspetta Juliet!
Dove vai?

Frank: Mark, allora?
Cosa stai aspettando?
Va da lei!

Mark: Sì, vado!

(Mark stava per andare, quando si fermò all'improvviso)

Mark: Frank...

Frank: Che altro c'è ora?

Mark: Ti ringrazio.

Frank: Ma per piacere!
Vedi di andartene và!
Anzi, aspetta un secondo, una curiosità, da dove l'hai tirata fuori quella cosa "del dare un senso a tutti i tuoi giorni"?

Mark: (accennando un sorriso) Beh, da qui... (indicando il cuore)

Frank: (sorridendo anche lui) Già, e da dove sennò!
Anch'io, che domande che faccio...
Ora va da lei, non perdere altro tempo.

Mark: (andandosene via) Corro!
A dopo!

(Frank andò ad infilarsi il cappotto per prepararsi a uscire, quando squillò il suo telefonino)

Frank: Pronto?
Oi amore, allora, come è andata dai  tuoi, tutto bene?
Ah, meno male...
Se ho sentito i ragazzi?
Beh, in effetti li ho più che sentiti...
Se ci sono novità da loro?
A dire il vero no, o meglio, in realtà è la solita routine sai...
Sì, James ha lasciato di nuovo un'altra ragazza...
...Esatto...
Perché continua a pensare ancora a quella sua "lei", però chissà, magari questa è davvero la volta buona che volti definitivamente pagina...
Mark e Juliet?
Eh, lo sai anche tu come sono fatti quei due no?
Sempre a discutere, ma alla fine sempre più follemente innamorati uno dell'altro...
Cosa ho fatto io?
Io...mi conosci, ho cercato di aiutarli, nel mio piccolo, dando loro dei consigli, sperando di aver detto le cose giuste!
...Sì, ho fatto quel che potevo...
Comunque, pensandoci, credo che possiamo considerare questa serata... (uscendo nel mentre da casa) come lo specchio della nostra vita.
Non credi?

FINE

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