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Articoli utenti sul blog

mila
premetto tristemente che faccio parte anche io di quella categoria di giovani "lagnoni" ; ma si avete presente quei giovani disoccupati e depressi che non fanno altro che lamentarsi, spiattellano la loro laurea in faccia agli incompetenti che lavorano senza titoli e aspettano che il lavoro cada su  di loro come la manna dal cielo. Suvvia non facciamo gli ipocriti, a questa rassegnata categoria apparteniamo un po' tutti e pochi, davvero pochi,sono quelli che fanno veramente qualcosa per uscirne.

Ebbene, dopo notti insonni a pensare alla mia situazione e a questo atteggiamento piuttosto presuntuoso, deleterio e soprattutto inutile ho deciso..basta, io non ci sto più!

Ok magari tra un anno, la mia vita sarà ancora la stessa e la disoccupazione continuerà ad affliggermi ma prima di lamentarmi, voglio provare almeno a fare qualcosa per farmi notare e capire se valgo effettivamente quanto credo. Basta aspettare le occasioni, meglio crearsele, se nessuno vuole sentire cosa ho da dire...alzo un po' di più la voce...in fondo se qualche sgallettata fashion blogger ( non tutte, ma qualcuna è sgallettata davvero)è riuscita a farsi notare con qualche selfie, zero senso critico e pressoché nulla conoscenza di storia della moda, tessuti e tagli, perché una "cenerentola qualunque" non potrebbe provare a dimostrare che qualcuno ancora guarda le nuove collezioni degli stilisti alla fashion week ( a cui non è mai invitata ovviamente, ma ormai il mondo è bello perché c'è il web) e non è li solo a instagrammare la sua presenza in prima fila? 

So che l' argomento per molti sarà leggero, futile e a tratti inutile..ma in fondo anche chi si occupa di moda abbraccia un universo artistico che va dalla fotografia al cinema al design e non si limita ad autoscatti che la immortalano con la nuova Louis Vuitton..Per di più ho giurato a me stessa, prima ancora di laurearmi che sarei entrata per qualunque porta nel fashion system quello vero, anche se fosse la porta sul  retro da cui entra la commessa della più piccola Boutique d' Italia,per cui.. Ci PROVO (senza selfies, senza sponsor, senza gossip, senza giveaway............)!

#I'mNotAfashionBlogger

Max Serradifalco
Avere amore per la Terra e saperla rappresentare non è un gesto consueto. Tutto ciò deriva da una forte presa di coscienza dell'epoca in cui stiamo vivendo, dove l'incuria ed il non rispetto della natura ci stanno portando verso una non più lenta autodistruzione. Molti sembrano essere ignari del nostro destino, come se non conoscessero le bellezze del nostro mondo, quelle bellezze che Max Serradifalco è riuscito a riportare alla luce in una veste del tutto innovativa, lanciando un sensibile grido di speranza per la salvaguardia del nostro patrimonio. Avvalendosi di una delle tecnologie più utilizzate del nostro tempo (Internet ed in special modo il quasi monopolista motore di ricerca Google con la sua applicazione Maps), Max ha virtualmente girovagato per tutto il nostro pianeta alla ricerca di luoghi dalle caratteristiche molto diverse fra loro, ma soprattutto alla scoperta di un nuovo modo di osservare e reinterpretare ogni angolo della Terra. Osservando le immagini satellitari che Max ha selezionato non si può che rimanere incantati dai vari paesaggi raccolti che a prima vista ricordano astratti quadri ricchi di materia. Quella materia non è altro che il nostro territorio che oggi, grazie alle nuove tecnologie, ma soprattutto con il lavoro dell'artista possiamo sentire più vicino nonostante magari si trovi a chilometri di distanza dal luogo dove viviamo. Le opere di Max riprendono un lavoro di sperimentazione sull'utilizzo dei satelliti iniziato da Naim June Paik negli anni sessanta e proseguito da molti altri artisti come Douglas Davis, Kit Galloway e Sherrie Rabinowitz che hanno utilizzato la comunicazione a distanza per realizzare le loro opere nelle quali si creava un forte rapporto di interazione fra l'artista ed il pubblico. E' con lo stesso media e con la stessa voglia di trasportare il pubblico in un meraviglioso viaggio virtuale che Max ha ideato la sua Web Landscape Photography, un'arte che abbatte ogni confine dello spazio e del tempo. L'artista infatti ci regala la chiave per scoprire la nostra Terra, per saperla amare e per sentirsi più vicini. Ammirando le sue fotografie e sia ha come l'impressione di aver vissuto in un solo momento tanti posti diversi dall'Australia, alla Tanzania, alla laguna di Venezia, alla Siberia, alla Groenlandia e molte altre località dei sei continenti. Con le sue immagini si vive una sorta di telepresenza, quella che Lev Manovich definisce il mezzo “non per creare un nuovo oggetto, ma per accedervi, per allacciare relazioni, per osservare ciò che avviene in un luogo remoto...”. Luoghi remoti che Max Serradifalco nonostante li abbia osservati tramite il computer e  fotografati tramite il satellite, ha deciso di non contaminare con l'utilizzo di ulteriori mezzi digitali,  lasciandoli integri nella loro purezza e nella loro splendida unicità. Un lavoro quindi di grande e rivoluzionario impatto estetico, ma al tempo stesso un forte e coraggioso monito nei confronti dei paradisi terrestri di cui Max ci guida alla scoperta. (Maurizio Marco Tozzi)
Max Serradifalco Giu 5 '15 · Voti: 5 · Tags: earth, fotografia, terra, google, maps, satellite
Pasquale C
Ciao a tutti!


Mi chiamo Pasquale e sono uno studente del DAMS di Roma Tre.

La mia passione è recitare: amo il teatro e mi esibisco da quando avevo 11 anni...


Ho partecipato a vari tipi di eventi pubblici, sia in "piazza" che in Aditorium e teatri.


Non ho un genere di esibizione preferito: l'importante è che ci sia da recitare e sono pronto a dare il meglio di me!


In più, sono il cantante di una cover band, di genere rock:

https://www.facebook.com/Straight-Leg-976367639093366/?fref=ts


Sonoin cerca di una compagnia di teatro a Roma, e ho tempo a sufficienza per dedicarle impegno e quanto altro serve per un tale lavoro.


Sono disposto a presentarmi per un colloquio e ad esibirmi per un provino.


...grazie per l'attenzione e a presto! ;)


Pasquale

Pasquale Dic 2 '15 · Voti: 5
Elena Paoletta C




Ieri finalmente ho realizzato il mio desiderio di mangiare in un ristorante giapponese! Già…perché per chi come me è allergico al pesce, è quasi impossibile entrare in uno di questi numerosissimi locali e non essere circondati da una enorme quantità di sushi.

In via Ostiense 73 ha aperto da poco il Ramen Bar Akira, un locale non molto grande ma accogliente, carino, luminoso, pulito e climatizzato, con un arredamento moderno che richiama i bistrot europei, ma dove si rispira un’atmosfera tipicamente giapponese.

Viene servito principalmente ramen, il tipico piatto nipponico a base di tagliatelle di frumento, qui servito in brodo di carne di maiale o pollo, insaporito con salsa di soia o miso ed arricchito a scelta con mais, uovo sodo o ulteriori fettine di carne. All’entrata si viene accolti da una cameriera italiana gentilissima e sorridente come pure sempre sorridenti sono i due cuochi giapponesi che cucinano a vista dietro una vetrata che li separa dal bancone del bar. Avevo sempre desiderato avvicinarmi ai sapori di questa particolare cucina, ma la contaminazione dei vari cibi con il pesce mi aveva sempre tenuto alla larga, così non mi è sembrato vero poter assaggiare in tutta tranquillità e sicurezza alcuni dei cibi che avevo sentito nominare anche leggendo manga o vedendo anime. Compiendo gesti naturali ed eleganti, i cuochi preparano con cura e passione ramen e molto altro, trasmettendo la calma e la serenità tipiche della cultura giapponese e realizzando piccole opere d’arte con accostamenti di colori e forme che seguono regole precise di armonia e grazia. Quando i piatti arrivano in tavola, il palato viene deliziato da sapori a noi sconosciuti, così diversi dai nostri ma bilanciati e saporiti, in grado di trasportarci almeno per un po’ in quel lontano e affascinante Paese che è il Giappone.

Sicuramente tornerò per assaggiare altri piatti e tuffarmi nuovamente nella gentilezza, la cortesia e la pazienza delle spiegazioni con cui sono stata accolta e ricambiare di cuore i sorrisi spontanei e sinceri che hanno accompagnato il mio ottimo pranzo.


- Edamane (fagioli di soia cotti)

- Potate Salad (pure’ di patate con uovo sodo e carne)

- White Shio Tonkotsu (Ramen al gusto di sale delicato)

- Chasyu Don (riso con carne di maiale e salsa di soia)

- Dorayaki & Mochi Ice al gusto di tè verde


Pictures © Elena Paoletta


Video Editor / Blogger at Wonderland Tales

Artist at http://jobok.eu/user/Elena91


Elena Paoletta C


わたしは 2ねんまえからにほんごを べんきょうしています。

いま、わたしは かんたんなにほんごが はなす ことが できます。

にほんの アニメを よく みるようになりました。

わたしのせかいがすこし ひろく なりました。

これからも がんばりたいです。

Io studio giapponese da due anni.

Adesso parlo un giapponese semplice.

Ho iniziato a guardare spesso anime.

Il mio mondo è diventato un po' più vasto.

Da qui in poi voglio mettercela tutta!


Grazie, Istituto Giapponese di Cultura

JobOk Magazine

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