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Elena91 blog


Il concerto live di Eriko al Lucca Comics & Games mi ha fatto venire in mente Hatsune Miku, una cantante virtuale che è diventata un idolo per milioni di fan. Fare un paragone fra Eriko e Miku è del tutto fuori luogo, ma le associo al concetto del kawaii (grazioso) e del moe (amabile), che tanto appartiene al Giappone. Sempre più spesso si ha a che fare con personaggi non reali: videogiochi, libri, manga, anime, cinema e tutto ciò che porta a conoscere una quantità spropositata di individui nati dall’immaginario di qualcuno dei quali però vogliamo sapere tutto. Se ne parla, si esprimono giudizi su di loro, si amano, si odiano, si dice di conoscerli perfettamente, tutto come se effettivamente esistessero.Miku è l’esempio di come è stato trasportato il virtuale nel reale soprattutto, quello degli idol, adolescenti che diventano molto popolari nel mondo dello spettacolo specialmente in virtù del loro aspetto esteriore.Miku è un ologramma che si esibisce su palchi veri con fan altrettanto veri, però in realtà non esiste, cioè esiste solo virtualmente. La sua storia è legata al character designer e mangaka KEI, ingaggiato dalla Crypton Media Future Design Company, che impiegò circa un mese per disegnare questo personaggio e a Vocaloid, un software sviluppato nel 2004 dalla Yamaha Corporations per la sintetizzazione digitale della voce. Immettendo nel computer un testo e una melodia scelti dall’utente, questo programma riproduce la canzone tramite una serie di suoni preregistrati.Ogni versione del software propone diversi applicativi o Voicebank, caratterizzati da differenti voci rielaborate di doppiatori e cantanti più o meno famosi. Molti di questi applicativi hanno un avatar in stile manga associato e per questo si sono venuti a creare dei veri e propri personaggi che prendono il nome di Vocaloid. In realtà gli utilizzi di Vocaloid per la creazione di contenuti multimediali possono essere molteplici ed è stata proprio Hatsune Miku a dimostrarlo diventando ben presto un fenomeno sociale.




Contrariamente a quanto si crede, Miku non è stata la prima Vocaloid, infatti è legata alla seconda versione del software, Vocaloid2, nato nel 2007. Resta comunque senza dubbio la più famosa e l’unica ad avere lo status di “Virtual Diva”, quella che canta nello studio di David Letterman o quella che apre il tour mondiale di Lady Gaga. La Crypton ha lanciato il personaggio di Miku come una “diva androide proveniente da un vicino mondo futuro dove le canzoni sono andate perdute”.La sua voce è stata ottenuta campionando quella della doppiatrice giapponese Saki Fujita, ad una velocità e ad un tono controllato; ogni singolo campionamento conteneva un unico fonema giapponese, che poi eventualmente uniti insieme, avrebbero creato delle parole e delle frasi. Il nome di Hatsune Miku fu scelto dalla combinazione delle parole Hatsu (primo), Ne (suono) e Miku (futuro) e quindi con il significato di “primo suono del futuro”; una voce del futuro, un ulteriore passo avanti nell’innovazione tecnologica. Spesso negli eventi viene abbreviato con il numero 39, dove il 3 e il 9 possono essere letti come “Mi” e “Ku” o “SanKyuu”.La sua popolarità si deve ad un video del 2007 di Nico Nico Douga (NND), un sito giapponese di videosharing simile a Youtube. Nel video in questione compare una versione super deformed, uno stile molto caricaturale di Miku che canta la canzone folk tradizionale finlandese Ievan Polkka, mentre regge un porro. Questo a causa di un gioco di parole tra NEGIES, il nome del firewall “difensivo” del sistema operativo e negi, che in giapponese significa appunto porro; inoltre Miku ha tatuato il codice 01 in rosso sulla spalla sinistra, in quanto primo Vocaloid della Crypton. A partire da quel momento NND si è popolato dei lavori degli utenti creati con il software di Yamaha. La spinta definitiva a questo fenomeno è stata data da Miku Miku Dance (MMD), un programma per modellazione e animazione 3D, creato appositamente per video musicali o parodie dei Vocaloid. Nel 2008 riuscì a diventare così popolare che venne istituita la MMD Cup, una competizione che vede la sfida tra gli utenti più talentuosi.




A questo punto il quadro era completo: lo strumento per farla cantare c’era, quello per farla apparire anche e non mancava nemmeno la notorietà sul web. Nella migliore tradizione pubblicitaria giapponese, il software ha per ogni versione un personaggio completo di nome, volto, corpo, abiti particolari, carattere, manga, anime, videogiochi e tutto il merchandising che ne consegue.Le vendite iniziali dell’applicativo legato ad Hatsune Miku sono state così alte che la Crypton non è riuscita a soddisfare tutte le richieste. Nei primi dodici giorni di commercializzazione sono state prenotate quasi tremila copie; praticamente una vendita su duecentocinquanta nel complessivo dell’industria dei software musicali riguardava Hatsune Miku. Come idol virtuale Miku si è esibita nel suo primo concerto live durante l’Animelo Summer Live presso la Saitama Super Arena il 22 agosto 2009.La sua canzone, World is Mine, è entrata nella top10 mondiale dei singoli più scaricati da iTunes solo dalla sua prima settimana di vendita.Il suo clamoroso successo ha avuto ripercussioni un po’ ovunque. Nel settembre 2009, tre statuine basate sul suo personaggio sono state lanciate in orbita in un razzo dal deserto Black Rock nello Stato del Nevada; nel novembre 2009 una petizione in cui sono state raccolte quattordicimila firme, ha convinto l’agenzia spaziale giapponese ad imbarcare sulla sonda Akatsuki, lanciata per l’esplorazione di Venere, tre figurine di metallo di Hatsune Miku; nel 2012 ci fu un sondaggio per le Olimpiadi di Londra, attraverso il quale si chiedeva quale cantante dovesse presentare i giochi olimpici e Miku raggiunse il primo posto battendo cantanti famosi come Lady Gaga e Justin Bieber. Sempre nel 2012 Miku ebbe un evento speciale per il suo quinto anniversario: tutti i Vocaloid Crypton le dedicarono la canzone Birthday Song for Miku. In quell’occasione i fan potevano mandarle una mail di auguri come ad una diva vera e propria e la Sony, per celebrare la sua popolarità, produsse in edizione limitata degli mp3 chiamati Sony Walkman NW-S764 / L Hatsune Miku model 5th Anniversary. In Giappone auto e mezzi pubblici vengono spesso decorati con la sua tipica immagine e poster con le sue inconfondibili pose si trovano nelle principali strade di ogni città e la sua voce e le sue canzoni vengono utilizzate in svariati spot pubblicitari anche in Occidente.




Miku e anche tutti gli altri Vocaloid puntano moltissimo sulla caratterizzazione in puro stile manga; lei in particolare si presenta come la classica moe, dai lunghi codini, l’uniforme scolastica, riveduta e corretta con un tocco elettronico degno della migliore tradizione Japanese cyberculture.Il fenomeno Vocaloid può essere considerato un prodotto nato e sviluppatosi quasi esclusivamente su Internet, frutto dell’intersezione tra numerose e svariate subculture del panorama giapponese moderno e contemporaneo: dalla pop culture, al mondo degli otaku a quello del cosplay, fino ad arrivare appunto agli idol.Miku è la vera espressione di ciò che il pubblico vorrebbe e che, contrariamente a un personaggio in carne e ossa, si presenta come una sorta di idol manipolabile. La vera ragione del suo successo e di tutto il resto del mondo Vocaloid si trova proprio qui: è la nuova vera espressione dell’identità di genere sul web.Il pubblico di Miku è quello disposto ad agitare porri luminosi (il porro è il simbolo-mascotte di Miku, ogni Vocaloid ne ha uno per conferirgli un’ulteriore caratterizzazione kawaii) e che paga il biglietto per andare a vedere un ologramma gigante che canta e balla, mentre dietro lo schermo si nascondono tecnici professionisti, umanissimi e bravissimi, come pure i componenti della band musicale che l’accompagna sul palco. Un mix che ha consentito ad una cantante virtuale, dopo la sua apparizione nel mondo reale, di essere considerata una vera e propria principessa del futuro.




Visto che oggi virtuale non è più opposto a reale ma a possibile, allora non deve scandalizzare il fatto che alcuni virtual idols sono spesso considerati come personaggi dotati di una realtà latente e, in quanto tali, sono provvisti di una propria biografia che li rende più reali del reale. Pertanto rilasciano interviste e firmano autografi e, nonostante si tratti soltanto di immagini usate come corpi, ripropongono valori e significati su cui sono proiettate le aspettative di tutti coloro che li considerano veri. Quindi Miku vive di una realtà sua, di un corpo su cui i fan proiettano i loro desideri, in questo caso molto più concretamente che in altri, componendo canzoni per la sua voce e realizzando versioni alternative del design che la caratterizza. Il cuore di Miku sta proprio nel suo lato visual: codini verde-azzurro lunghissimi, occhi grandi, snella, una tipica moe. Le sue movenze durante video e concerti rimandano a tipici gesti considerati kawaii. Miku si evolve costantemente e ad una velocità impressionante col passare degli anni: i movimenti della figura sono più fluidi, le espressioni più naturali, manca la luminescenza trasparente tipica delle prime esibizioni, lo schermo su cui viene proiettato l’ologramma è quasi invisibile, mentre la figura di Miku è opaca, realistica, persino le pieghe dei vestiti hanno le ombre. Al di là dell’impressionante effetto visivo, Miku è stata riproposta nel 2013 con un nuovo e più curato design, l’ultimo potente software Vocaloid: nuove funzioni, una migliorata pronuncia sia dell’inglese che del giapponese. Miku “vive” la sua carriera, evolvendosi e migliorando il proprio stile, ampliando il suo giro economico, presentando nuove canzoni per i fan, scritte dai fan.Il pubblico di Hatsune Miku non si limita agli otaku, ma in generale si rivolge alla fascia giovane giapponese, tra i quattordici e i venticinque anni. Nonostante questo, molti compositori delle sue canzoni si rivelano essere anche adulti di trenta, quarant’anni. Anche se il personaggio di Hatsune Miku non nasce né come manga né come videogioco, entrambe le cose sono state realizzate in seguito all’enorme successo che ha avuto in tutto il mondo. Un manga, Maker Hikōshiki Hatsune Mix, le è stato dedicato sulla testata Comic Rush il 26 novembre 2007, disegnato da KEI il suo character design, inoltre le sono stati intitolati anche due videogiochi musicali: Hatsune Miku: Project DIVA e Hatsune Miku: Project DIVA 2nd; Hatsune Miku è inoltre presente come personaggio non giocante in 7th Dragon 2020.La popolarità di Miku è stata oggetto di vari riferimenti anche in molti anime, tra cui Lucky Star e Sayonara Zetsubō-sensei e la sua voce è stata utilizzata per la sigla finale dell'anime Akikan!.Virtuale e reale si intrecciano così in una massiccia manovra commerciale tipicamente giapponese che coinvolge non solo il software, ma anche tutta una serie di reportage, album e singoli, concerti live, diversi videogiochi, manga, gadget e oggettistica varia e più di recente l’anime Vocaloid che vede Miku come tipica protagonista in stile shōjo.





Questa vera e propria icona della cultura popolare e musicale giapponese, che ha 16 anni, è alta 158 centimetri e pesa 42 chilogrammi, ha affascinato anche il pubblico occidentale con la sua estensione vocale che le permette di eccellere tanto nel rock quanto nel pop, non disdegnando la musica dance, house, techno e cross over che la rendono un punto di riferimento nel panorama musicale mondiale.




Questo è il manga di Miku che ho ricevuto in regalo ❤



Elena Paoletta 

Video Editor / Blogger at Wonderland Tales

Artist at http://jobok.eu/user/Elena91


Quest’anno il Lucca Comics & Games ha festeggiato i cinquant’anni di attività. Non pensavo di andarci, ma a volte la vita regala delle sorprese o ci fa conoscere delle persone speciali che fanno di tutto per esaudire i nostri desideri. La mia fortuna è stata proprio questa: mille volte grazie a chi mi ha portato a Lucca quest’anno e mi ha permesso così di vedere il mio primo concerto dei K-ble Jungle ❤ Questo è il nome scelto dalla cantante lirica giapponese Eriko Kawasaki e dall’italiano DJ Shiru, cioè Silvio Franceschinelli, per battezzare il proprio sodalizio artistico. Già conosciuti separatamente dal pubblico, i due artisti hanno deciso da tempo di unire le loro forze per dare vita ad una nuova sinergia: comporre nuovi brani ed esibirsi in spettacoli innovativi dove la lirica si unisce al pop, mantenendo però lo stile originale che i loro fan hanno sempre apprezzato. Gli spettacoli si distinguono non solo per le canzoni ma per il ritmo originale, per le coreografie di Eriko piene di energia, per il mix di arti portate sul palco, per gli abiti e gli accessori stravaganti di DJ Shiru, per i cosplay colorati di Eriko e per le collaborazioni con altri artisti che spesso salgono sul palco ad esibirsi insieme a loro. Ho conosciuto Eriko su YouTube attraverso il canale dell’Associazione Ochacaffè che promuove e fa conoscere la cultura giapponese in Italia.Eriko tiene su YouTube le sue lezioni di giapponese per tutti coloro che vogliono avvicinarsi alla lingua da autodidatta, cosa che io avevo iniziato a fare finché non ho deciso di iscrivermi all’Istituto Giapponese di Cultura a Roma. Ho scoperto poi su YouTube anche il suo canale personale Erikottero, dove parla del Giappone e racconta un po’ di come lei stessa lo vive attraverso aneddoti, curiosità ed esempi divertenti. Ho saputo così che nelle varie esibizioni ai festival del fumetto o a quelli di cultura giapponese, i K-ble Jungle propongono sigle in lingua originale di anime famosi, ma anche i classici di J-Pop e J-Rock e mi ero sempre riproposta di andare a sentirli dal vivo. Ho provato una forte emozione all’entrata di Eriko sul palco di Lucca! Ho avvertito molto la vicinanza al suo personaggio, al suo modo di porsi aggraziato e sorridente e le sue frasi miste di giapponese ed italiano mi hanno coinvolto a livello personale.




La splendida e inaspettata cornice del caldo e soleggiato autunno ha favorito sicuramente la fiera annuale italiana per eccellenza: nei giorni dedicati al Lucca Comics & Games sono stati migliaia i visitatori che hanno invaso letteralmente la città trasformandola completamente. Lucca, con le sue belle piazze medievali e i suoi scorci mozzafiato, è diventata il teatro di una moltitudine di cosplayer, di stand, musica, giochi, proiezioni, feste, spettacoli e incontri con autori di fumetti e manga. Dappertutto si respirava il forte interesse e l’amore degli appassionati del genere che non possono assolutamente mancare a questo evento, ma anche il divertimento di semplici curiosi per le sfilate e le scenette dei cosplayer nelle vie cittadine, puntualmente ripresi o fotografati.



 Lucca, 31/10/2016


 Pictures © Elena Paoletta


 Video Editor / Blogger at Wonderland Tales /  

 Artist at http://jobok.eu/user/Elena91




Non c’è niente da fare…viene proprio voglia di tornarci! *-*


Ho trascorso con la mia amica Claudia due piacevoli giorni a Montecatini Terme, scelta da noi come base per il Lucca Comics & Games.

Ho potuto così visitare questa località e scoprire che, oltre a quello che la rende famosa, c'è molto altro da vedere.

Ad esempio Montecatini Alto è un caratteristico borgo medioevale che si trova proprio sopra la più nota Montecatini Terme a cui è collegato da una caratteristica funicolare. Questo collegamento meccanico veloce e diretto, si avvale di due rossi trenini che, trainati da un unico cavo d'acciaio, trasportano i visitatori in alto a godere dell'incantevole panorama della valle.




Il borgo è ricco di storia e cultura: le piazze, i vicoletti, gli squarci panoramici e gli edifici mantenuti nel loro aspetto originario riportano indietro nel tempo. Personaggi illustri frequentatori della Città Termale, come Giuseppe Verdi, amavano rilassarsi quassù nella piazzetta principale dove c'erano già all'epoca le caffetterie e le vinerie. 

Un posto sicuramente ben valorizzato e quindi da apprezzare.



 Montecatini Alto, 30/10/2016


 Pictures © Elena Paoletta


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